Si chiama “Crescere in Calabria” ed è un progetto sperimentale della durata di tre anni per contrastare la dispersione scolastica e l’insuccesso formativo nelle aree a maggiore criticità sociale della regione. Il progetto è promosso da una rete formata da nove enti di Terzo Settore, 13 istituti scolastici contraddistinti da rilevanti fenomeni di abbandono e dispersione, l’assessorato alla Scuola della Regione Calabria, il dipartimento per la Giustizia minorile di Reggio Calabria e l’istituto per la Ricerca sociale di Bologna.
Capofila del progetto, finanziato con il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile nell’ambito del Bando adolescenza promosso dall’Impresa Sociale “Con i Bambini”, è l’associazione Civitas Solis. “La Calabria è una delle regioni d’Europa che registra i peggiori indici dal punto di vista del successo formativo e della presenza di giovani definiti neet, ragazzi che non studiano né lavorano – spiega Francesco Mollace, coordinatore del progetto e direttore di Civitas Solis – l’iniziativa si pone tra i principali scopi quello di garantire, attraverso l’uso di innovative metodologie, provenienti dalla formazione esperienziale e motivazionale, il successo formativo e la permanenza entro i percorsi di istruzione e formazione, di adolescenti caratterizzati da particolari fragilità”.
Tra i partner del progetto anche l’associazione Gianfrancesco Serio di Praia a Mare, la cooperativa delle Donne e la cooperativa Don Bosco di Cosenza.
Per informazioni si può scrivere all’indirizzo di posta elettronica crescereincalabria@gmail.com.